ancora dubbi?



Rispondo qui brevemente ad un’amica interessata al Corso di grafologia a Verona che ha delle perplessità circa la possibilità di utilizzare lo strumento grafologico nella nostra città,
 poichè, secondo lei, la città non “sembra ancora pronta a considerarlo come valido e utilizzabile”. Rispondo, in tal modo, a tutti coloro i quali hanno dei dubbi circa il futuro della grafologia. Intanto, la grafologia non è una moda, nè un hobby, nè qualcosa di così innovativo e deflagrante tale da suscitare diffidenze profonde. E’ una disciplina/strumento d’analisi come altri e che, se appreso in modo serio, possiede innegabili vantaggi. E’ anche uno strumento affascinante, poichè attraverso l’analisi di un gesto che tutti noi (chi più chi meno) facciamo quotidianamente (anche appuntandoci la lista della spesa….) siamo in grado di comprendere difficoltà, risorse e potenzialità di una persona. Una città può essere più o meno aperta alle novità. Non ci piove. Ma la trasmissibilità di una novità culturale dipende anche e soprattutto dalle modalità con cui viene trasmessa. Se la grafologia viene spesso associata all’astrologia o alla chiromanzia, ANCORA OGGI!!!!, è naturale che chi potenzialmente possa esserne interessato, fugge. La grafologia è teoria e tecnica. E’ uno strumento di analisi delle caratteristiche individuali basato su leggi, teorie e una precisa e rigorosa tecnica. Finchè una disciplina è considerata ai confini dell’occultismo e non si fa chiarezza, la diffidenza, che si tratti di Verona, di Lecce o di Canberra, è del tutto giustificabile. Sta a noi, appassionati e studiosi, dare/ridare dignità a qualcosa che conosciamo bene, che ci è costato impegno e sacrifici (tre anni di scuola, esami, esercitazioni – spesso notturne, dopo una giornata di lavoro …) e su cui abbiamo investito progettualità e speranze.

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