Oggi la grafologia è disciplina e strumento d’indagine. E’ supportata da una teoria forte e da una teoria della tecnica sistematizzata ed è riconosciuta come strumento di prevenzione ed intervento in ambito psicosociale, scolastico, giudiziario, lavorativo.
Molta strada è stata fatta e oggi, soprattutto in Francia, le grafotecniche sono utilizzate da più dell’80% delle società di consulenza per la selezione del personale e corredano, in ambito clinico, la formazione degli operatori del sociale. Lo studio della grafologia è un percorso affascinante. E’ innegabile che la scrittura, quale atto fisico spontaneo, sia espressione della natura intima dell’uomo. E l’emozione di comprendere l’altro attraverso la danza della sua penna sul foglio, rimane un’esperienza inimitabile. In Italia siamo un pò indietro ma grazie agli appassionati e a strutture come l’Agp Associazione grafologi professionisti, e alle associazioni, come l’Agif, che trasmettono teoria e metodologia ai futuri grafologi, tale disciplina sta facendosi sempre più spazio. Frequentare il Corso di grafologia è un percorso a volte faticoso, perchè apprendere, da adulti, nuove nozioni, non è facile.
Ci si deve riorganizzare mentalmente, fare spazio tra i pensieri, gli impegni, le beghe quotidiane… Ma è anche un momento di apprendimento affascinante. Si apprende un metodo, una teoria e un approccio nuovo per comprendersi e per comprendere l’altro attraverso un gesto naturale come può esserlo quello della mano che scrive.
Già tre persone si sono diplomate a Verona, tre persone meravigliose che hanno condiviso un percorso formativo con dedizione e passione.
Sarebbe bello che anche nel territorio veronese, ampio e ricco di possibilità applicative, possano operare ancora altri grafologi dotati di un modello teorico di riferimento valido come quello francese dell’Agif.
Ricordo ancora con piacere i pomeriggi all’Agif di Roma in cui io e altri partecipanti eravamo impegnati ad apprendere la tecnica grafologica e a scoprire i misteri delle scritture…
Poi, devo dire che anche la sede dell’Agif a Roma è affascinante. Si trova in un seminterrato di un convento settecentesco. Ha un tetto bellissimo, affrescato con scene agresti e l’atmosfera è quasi irreale.
Avevo l’impressione di entrare in un mondo a parte, senza traffico, clacson e beghe varie (Roma alle 5 del pomeriggio è quasi impraticabile). Le due ore settimanali (avevo scelto il corso settimanale) mi estraniavano da tutto ed era bello condividere anche con gli altri appassionati un percorso didattico impegnativo ma tutto da scoprire.
L’ultimo, breve flash che mi balena in testa: le marmellatine che Rossella (una delle docenti) ci portava di tanto in tanto e che preparava con la frutta della sua campagna… grazie, dunque, Rossella per la tua professionalità e …per le marmellate!
B.Pernice
B.Pernice
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